Maurizio    Verdecchia

Scatto Singolo, Scatto Multiplo e la Gamma Dinamica, vi dico la mia…

SCATTO SINGOLO O SCATTO MULTIPLO, PARLIAMO SEMPRE DI FOTOGRAFIA? DECISAMENTE SI

 

Ogni volta che si tocca questo argomento è consuetudine che sul web nasca una disputa che alla fine quasi certamente sfocerà in un principio di guerra civile. 

Non ci resta che domandarci il perché di tutto questo. 
Parliamo sempre di fotografia, della sua evoluzione, delle sue potenzialità e delle sue opportunità, oppure sto sbagliando qualcosa? 

Vi dico la mia….. 

Innanzitutto bisogna partire dall’argomento fondamentale che sta alla base del nostro argomento. Chi non desidererebbe poter fotografare un paesaggio con un singolo scatto? La risposta è scontata.  E’ possibile? Anche qui la risposta DEVE essere scontata ed è questa: 

Dipende

Dipende, perchè non è sempre possibile farlo e a negarci questa possibilità non è una semplice convinzione personale ma bensì un limite tecnico che tutti i sensori dei nostri corpi macchina hanno ed è qui che entra in scena in grande stile la famosa GAMMA DINAMICA.

Girarsi dall’altra parte facendo finta di non vedere quello che la tecnologia hardware e software ci mette a disposizione nel campo fotografico, non è un comportamento che ci porterà a risultati migliori, anzi……, il mondo va avanti di sicuro non sta aspettando noi

LA GAMMA DINAMICA 

Forse la prossima generazione di fotografi di paesaggio riuscirà a scattare fotografie battendo le semplici palpebre, ma fino a quando non arriverà quel momento non ci resta che prendere atto che le informazioni che i nostri sensori riusciranno a raccogliere durante uno splendido tramonto, non saranno mai le stesse che l’occhio umano riesce a registrare. 

Mentre il sole scende all’orizzonte, il nostro occhio ci consente di cogliere sia la luce più bella  che i dettagli degli oggetti in ombra davanti ai nostri piedi. Con la nostra reflex o mirrorless invece siamo costretti a fare una scelta: esporre per il cielo o esporre per la terra. 

La capacità dei diversi supporti, tra cui consideriamo anche l’occhio umano, di registrare informazioni tra un valore minimo e massimo di luminosità si chiama appunto GAMMA DINAMICA. 

L’occhio umano copre circa 24 stop di questo Range ed è quindi capace di vedere dalle ombre più scure alle luci più forti (attenzione anche l’occhio umano ha un limite e quindi un Range di copertura), mentre le moderne reflex o mirrorless solo 14/15 stop di questo Range.

Penso che per tutto c’è una spiegazione….

Trattato l’argomento della Gamma Dinamica e quindi di questo limite tecnico invalicabile, penso sia chiaro a tutti che finchè non si arrivi ad un’evoluzione tecnologica in grado da far coprire ai sensori un range dinamico con scatto singolo di almeno 30/35 Stop di Luce*, ci toccherà raccogliere le informazioni tramite più scatti ovvero usare dell’attrezzatura che ci aiuti a recuperare questo GAP (Utilizzando ad esempio i famosi filtri fotografici graduati GND).

Quando sento dire che qualcuno preferisce lo scatto singolo durante una sessione di scatto all’alba, al tramonto o durante un cityscape notturno, non lo condanno, anzi ne apprezzo le capacità di aggiramento del citato limite tecnico, ben consapevole però, che quello che sto vedendo è una foto tecnicamente e parzialmente limitata. 

Perchè limitarci così tanto da soli? 

Quando ci sono le condizioni di luce giusta, anche io adoro realizzare scatti singoli, soprattutto se posso usare i miei filtri NISI e, trovo un’esagerazione bracketing e HDR fatti in pieno giorno quando basterebbe recuperare qualche punto di ombre in post produzione, ma quando anche i filtri non bastano più o non sono utilizzabili come nel cityscape notturno, se c’è la possibilità di fare più scatti raccogliendo tutte le informazioni possibili sia per ombre, mezzitoni e luci, perchè non farlo? 

Se mi dite per non perdere tanto tempo in post produzione vi dico che state sbagliando ancora. Gli ultimi strumenti che i software di casa Adobe “Lightroom e Photoshop”  mettono a disposizione sono facilissimi da usare e soprattutto consegnano dei risultati molto spesso privi di artefatti. 

 Non può essere diversamente

Se qualche alternativa tecnica all’esposizione multipla possiamo trovarla nella fase di scatto diurno tramite l’utilizzo dei filtri, nello scatto notturno tutto questo gap di gamma dinamica tra sensori digitali ed occhio umano ci esplode letteralmente tra le mani e vi mostro brevemente come:

Un sensore digitale, come detto in precedenza, riesce a registrare variazioni di luminosità misurabili in 14/15 stop di EV (exposure value), pertanto se esponiamo per le ombre avremo sicuramente le luci dei lampioni completamente fuori range di copertura del sensore e pertanto con un taglio di informazioni sull’istogramma. 
Discorso inverso se velocizzando il tempo di scatto si espone correttamente per le luci. Avremo le luci artificiali perfettamente esposte e le ombre completamente chiuse e quindi con un taglio di informazioni sull’istogramma. Vi mostro visivamente cosa accade nei due casi.

Ecco a voi un piccolo slider con le classiche esposizioni notturne effettuate per avere tutte le informazioni sulle ombre e sulle luci. 

Il seguente risultato vale anche per le foto scattate ad alba e tramonto con forti controluce. 

Come potete vedere, sia nel caso delle ombre che delle luci, il sensore non riesce a registrare variazioni di luminosità superiori ai 14/15 stop di EV, pertanto, tutte le informazioni oltre questo Range, sia dal lato ombre che soprattutto dal lato luci risultano perse. Abbiamo il cosiddetto taglio di informazioni.

Prima Dopo

Si può cercare una via di mezzo? 

Certamente che si può fare, nessuno lo vieta. A volte i risultati sono anche più che accettabili, ma se abbiamo gli strumenti a disposizione, cosa ci vieta di avere una foto perfetta? La pigrizia forse? Non è una scusante plausibile.

Vi mostro un giusto compromesso. Va detto che per avere questo compromesso dobbiamo pagare dazio al rumore digitale. 

VI RICORDO che  si tende sempre a non uscire fuori dal Range dinamico delle luci e a favorire l’apertura delle ombre in post produzione, in quanto dal taglio delle luci è impossibile recuperare dettagli, mentre dal taglio di ombre qualcosa si può sempre provare a recuperare. Se sbagliate la fase di scatto non riuscirete a trovare il compromesso. 

Sicuramente starete dicendo caspita però……abbiamo recuperato tutto. Esatto, l’abbiamo fatto.

Quindi tutto quello detto prima non ha valore? 

Certo che ha valore, guardate bene i valori di correzione sulla destra, e guardate sotto il salatissimo conto da pagare. Si potevano tenere le ombre più chiuse oppure esporre un poco di più tenendo le luci più al limite e le ombre più aperte già in partenza, ma avremmo avuto in entrambi i casi tagli di informazioni o dal lato luci o dal lato ombre.  

Tornando al conto da pagare, siete voi a dover mettervi le mani in tasca quindi decidete in piena autonomia se pagare 0 o poco più con una foto realizzata attraverso una serie di scatti o pagare la tassa dovuta per estendere la gamma dinamica del vostro sensore. 

Vedete quanto rumore in questa immagine. Altro non è che il vostro conto.  Oggi però, questo conto della presenza del rumore digitale assai sgradevole, è assai meno pesante grazie all’introduzione dell’intelligenza artificiale da parte di Adobe.  Recuperare la gamma dinamica evitando il rumore digitale è diventato sempre più facile.  Se vuoi saperne di più sulla riduzione del rumore introdotta da Camera Raw e Lightroom leggi qui. 

se vuoi essere al top, realizza un hdr 

 Che tu stia realizzando un tramonto, un’alba o uno scatto notturno, il mio consiglio è sempre quello di realizzare una serie di immagini con la quale recuperare la gamma dinamica nella sua interezza, realizzando una serie di scatti idonei al recupero di tutte le informazioni presenti nella scena. Questa serie di scatti dovrà essere successivamente unita in un HDR. 

La realizzazione di un HDR è molto semplice, molto spesso è un processo automatizzato fatto dai software di post produzione e ne parlerò nel prossimo articolo. 

Per il momento vi lascio qualche informazione su come realizzo immagini come quelle di seguito riportate. Soprattutto nella fotografia notturna, il recupero della gamma dinamica è tutto e con la TECNICA MORTAL NIGHT, diventa tutto più facile. 

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